Stella di bronzo con acidi e pergamena

Gilberto Zorio

1978

Bronzo, pergamena, 2 ciotole di
terracotta, 3 dischi di piombo, cera d’api,
acqua, solfato di rame (a sinistra), acido
idrocloridrico (a destra), asse di ferro

234,6 x 231,5 cm

Collezione Fondazione CRT Progetto
Arte Moderna e Contemporanea, in
deposito presso la GAM – Galleria Civica
d’Arte Moderna e Contemporanea di
Torino, Torino, 2008

 

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1979
  • 1976
      Dec

    1976 Dec - La stella di Zorio

    M. Bandini, La stella di Zorio, in “Data”, n. 24, dicembre 1976 – gennaio 1977, p. 49 (in generale sulla tipologia della Stella)

    Il “recupero” dell’immagine della stella è stato iniziato dall’artista torinese nel ’72, diretto a riacquistarne il significato esatto e lo spessore, dopo le stratificazioni diffusorie e il suo consumo nelle varie accezioni e utilizzazioni (bandiere, simboli politici e religiosi, ecc.). Zorio rifiuta infatti il termine simbolo, per riconquistare il “potere dell’immagine” (J.C. Ammann) in riferimento al mito. La forma è quella della stella a cinque punte, quale più comune lettura delle costellazioni stellari che si presentano all’occhio dello spettatore, allorché trae delle linee tra i vari punti lucenti formando così un’immagine, e simile al proprio corpo a membra divaricate: testa, braccia, gambe.

     

  • 1979
      Feb 12

    1979 Feb 12 - Gilberto Zorio

    Gilberto Zorio, Torino, Galleria Christian Stein, 12 febbraio 1979 (esemplare non identificato)

  • 1979
      Feb 28

    1979 Feb 28 - Gilberto Zorio

    Gilberto Zorio, Atene, Jean & Karen Bernier Gallery, 28 febbraio – 17 marzo 1979 (esemplare GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino)

    Foto Dimitris Tamviscos

  • 1979
      Mar 29

    1979 Mar 29 - Gilberto Zorio

    Gilberto Zorio, Amsterdam, Stedelijk Museum, 29 marzo – 13 maggio 1979 (esemplare GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino)

  • 1980
      Feb 7

    1980 Feb 7 - Gilberto Zorio

    Gilberto Zorio, Roma, Galleria De Crescenzo, 7 febbraio 1980 (esemplare non identificato)

  • 1986
      Apr 15

    1986 Apr 15 - Gilberto Zorio

    Gilberto Zorio, Ginevra, Centre d’Art Contemporain, 15 aprile – 30 giugno 1986 (esemplare non identificato)

  • 1987
       

    1987 - Interviewessay

    G. Celant, G. Zorio, Interviewessay, in Gilberto Zorio, catalogo della mostra (Eindhoven, Stedelijk Van Abbemuseum, 1 novembre – 13 dicembre 1987), Hopefulmonster, Firenze 1987 (trad. it. in G. Celant, G. Zorio, Saggiointervista, in Gilberto Zorio, Hopefulmonster, Firenze 1988, pp. 19, 20, 21, in generale sulla tipologia della Stella)

    Il tema della stella è un po’ un mio autoritratto. Nasce infatti da un lavoro in cuoio con il mio volto in rilievo, dove al posto degli occhi vi sono pupille a forma di stella. È un passaggio molto visibile dove si dichiara la mia “animalità” ma altresì l’identificazione tra sguardo ed oggetto guardato: sono una stella se guardo una stella […]. Utilizzando l’identificazione tra il volto e la stella correvo però il rischio di un certo surrealismo, ma dovevo inventarmi una partenza […]. La stella è un’immagine fantastica, estremamente energetica, galleggia nello spazio, come la resistenza incandescente e il giavellotto. Le due immagini convivono perché è mia intenzione “impugnarle” entrambe. Si sostengono infatti a vicenda, se togli il giavellotto la stella rimane incompleta. Inoltre non si può mai completare una stella. Ho cercato quindi di “viaggiare” con essa, per portarla a livelli di tensione abbastanza notevoli. È una figura che continua a ossessionarmi per la sua imprendibilità e per la sua estensione, tanto che ha occupato piccoli e grandi spazi […]. La stella rappresenta il potere dell’immagine.

     

  • 1988
      Jan 14

    1988 Jan 14 - Italian Art in the 20th Century

    Italian Art in the 20th Century, Londra, Royal Academy of Arts, 14 gennaio – 9 aprile 1989, a cura di N. Rosenthal, G. Celant (esemplare GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino)

  • 1992
       

    1992 - Las máquinas irradiantes de Zorio

    G. Celant, Las máquinas irradiantes de Zorio / Zorio’s radiating machines, in Gilberto Zorio, catalogo della mostra (Valencia, IVAM – Instituto Valenciano de Arte Moderno, Centre del Carme 14 novembre 1991 – 12 gennaio 1992), a cura di G. Celant, Hopefulmonster, Firenze / IVAM Centre Julio González, Valencia 1992, p. 13 (trad. it. in G. Celant, Le macchine irradianti di Zorio, in Gilberto Zorio, catalogo della mostra, a cura di G. Celant, Hopefulmonster, Firenze 1992, p. 14)

    L’accoppiamento dà luogo ad un’autogenerazione a volte legata ad una scintilla improvvisa oppure alla metamorfosi circolare della materia. Come da Arco voltaico, 1968-1969 a Stella di bronzo con acidi e pergamena, 1978. È uno scorrimento tra polarità opposte e complementari, che scorrono nelle reciproche fibre, producendo un pulsare intenso e continuo. In ogni scultura scorre allora un “fuoco virtuale”, che risulta una potenza attiva e nervosa. E siccome il periodo storico, dal 1966 al 1978, è inteso ad esaltare il concetto e la filosofia dell’arte, questo atteggiamento denuncia una certa antitesi nei loro confronti. Prende distacco dalla proliferazione dell’arte discorsiva e logica, piena di rigidi sillogismi e fredde tautologie, per ritornare ad una fattualità del vivente e del materico. Nel deserto concettuale pianta zolfo e fuoco, sali e minerali, per rivalutare le sorgenti oscure dell’esistenza terrestre.

     

  • 2009
      Oct 15

    2009 Oct 15 - Gilberto Zorio

    Gilberto Zorio, Bologna, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 15 ottobre 2009 – 10 febbraio 2010 / Santiago de Compostela, CGAC – Centro Galego de Arte Contemporánea, 16 aprile – 27 giugno 2010, a cura di G. Maraniello

    Foto Michele Alberto Sereni

  • 2010
       

    2010 - Gilberto Zorio

    M. Beccaria, Gilberto Zorio, in M. Beccaria, E. Volpato (a cura di), Dieci anni e oltre. La collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per Torino e il Piemonte, Archive Books, Berlino 2010, p. 484

    Capace di continuo rinnovamento, l’arte di Zorio trova nella forma della stella a cinque punte […] un elemento iconografico costante. In Stella di bronzo con acidi e pergamena, 1978 la stella diventa il luogo di una reazione chimica. Poste a contatto con acidi, le barre che la compongono sono gradualmente coperte da cristalli che tendono a risalire verso l’alto, in direzione della pergamena, secondo una processualità che rende l’opera materia viva.

     

  • 2011
      Mar 4

    2011 Mar 4 - Allestimento della collezione permanente

    Allestimento tematico della collezione permanente: Anima, Informazione, Malinconia, Linguaggio, Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, dal 4 marzo 2011, a cura di D. Eccher (Zorio espone nella sezione dedicata all’Informazione)

    Torino, Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei. Foto Paolo Robino

  • 2011
      June 6

    2011 June 6 - Gilberto Zorio

    Coen, Gilberto Zorio, in Arte Povera 2011, catalogo della mostra (sedi varie), a cura di G. Celant, Electa, Milano 2011, pp. 571-572 (in generale sulla tipologia della Stella)

    Energia germinativa, squarcio mirabile nel buio perenne delle tenebre, astro celeste dai riflessi tremuli e sussultanti, astro solare abbagliante e dorato, la stella di Zorio capta quelle pulsazioni e irradia luce da tutti i materiali che la compongono, anche quelli opachi e meno lucenti. Di vetro, terracotta, cuoio, attivata dal fuoco o immersa nel crogiuolo, formata o infilzata da giavellotti, rimane immagine irreale, massa nella quale si addensa tutta l’immaginazione di millenni. Principio attivo e passivo, la stella ha la stessa potenza delle altre sostanze che Zorio fa reagire spingendo e stimolando le leggi fisiche della natura, senza tuttavia sbaragliare gli assetti più tenaci della memoria nel marcare i transiti del tempo, con le sue scorie e le sue eccedenze. Così come i crogiuoli e i loro depositi, la stella, astro luminoso svanito da epoche immemorabili, trasporta nel suo solco la ricaduta del suo filtrare. Figura vincente, sebbene catturata dalla mente e dalla mano dell’artista che non riesce ad abbandonarla, estende i suoi bracci a suggerire altri luoghi, altri significati, altre dimensioni. Cinque punte sono quelle che formano il suo disegno, cinque come quelle del pentacolo sul quale si china l’alchimista. Simbolo racchiuso in un cerchio, l’origine grafica di quella forma rimanda alla traiettoria che Venere, ogni otto anni, disegna nel suo orbitare. E raffigura nelle sue cinque estremità, insieme allo spirito, gli archetipi dinamici, sostegno delle leggi dell’universo: acqua, fuoco, terra, aria. Nella semplificazione di un segno è racchiuso tutto il valore magico di intere civiltà, alle più antiche alle più moderne. Un valore magico dalle allusioni e dai significati più diversi: misterioso, esoterico, taumaturgico, evocativo, mistico, spirituale, escatologico, satanico. Un segno luminoso talvolta eccitato da riverberi e da raggi fosforescenti, ancoraggio di una intensità che trascina con sé quel prodigioso concatenamento di echi e di scardinamenti lessicali che il Novecento ha attraversato in tutte le sue avanguardie.

  • 2012
       

    2012 - Un itinerario fra le energie naturali

    D. Eccher, Un itinerario fra le energie naturali, in Collezioni. Allestimento 2011-2013, vol. III, Umberto Allemandi, Torino 2012, p. 130

    Le alchimie esoteriche di Gilberto Zorio sono come una danza sottile fra la sobrietà delle leggi chimiche e la solfurea atmosfera del simbolo, fra le rigorose reazioni del solfato di rame e il mistero del blu cobalto, della stella, del frammento di pergamena.

     

  • 2012
       

    2012 - La vecchia arte, i quanti e la domestica di Capote

    M. Vallora, La vecchia arte, i quanti e la domestica di Capote, in Collezioni. Allestimento 2011-2013, vol. III, Umberto Allemandi, Torino 2012, p. 125

    Quando Zorio decide di intraprendere alcuni esperimenti chimico-alchemici, in fondo ben poco poveristi, elementari sì, ma materialmente ambiziosi, ermetici quasi, prende due bacili (con memoria umanistica d’una impregnabile pergamena, che fa da induttore) scioglie una porzione di solfato di rame entro una soluzione di acido cloridrico, ed effettivamente va al di là dell’effetto-arte, della risoluzione pittorica. E crea, in un laboratorio, però museale, una reazione chimica, qualcosa di alternativo all’arte abituale, che sinora l’estetica aveva ignorato, o nemmeno contemplato (Duchamp e Man Ray con L’élevage de poussière? Ma no, tutt’altro intento, si direbbe). Non si produce dunque un effetto tranquillamente estetico, consolatoriamente artistico, ma si materializza un fenomeno chimico, inedito nel mondo dell’arte: un piccolo eversivo evento di scienza empirica. Si ottiene del verderame da vendemmia, ed è una particella, una particola di “scienza”, questo ottenimento, in effetti: indubitabilmente. Ma se si guarda dalla debita lontananza delle teorie stellari, altro che bronzee, che la scienza sonda, da almeno metà Ottocento, e che abbiamo appena ventilato (persino l’etere si è come squagliato) bisognerà anche ammettere, con coraggio, che questo “nuovo” ottenuto per reazione (e subito ossidato dal tempo) veleggia più tra l’alchimia mefistofelica e il “piccolo chimico” scolare, che non tra le teorie di Plank o le rivoluzioni di Einstein.

     

  • 2012
      July

    2012 July - Intervento di restauro

    L’esemplare della collezione GAM è stato restaurato nel 2012 dal Laboratorio di analisi e restauro Persano Radelet (con la supervisione del direttore del museo, Danilo Eccher e della conservatrice, Elena Volpato).

    In occasione di questo intervento sono stati restaurati i due crogioli in terracotta.

    Essi presentavano sulla superficie colature, schizzi, abrasioni e polvere superficiale.

    In particolare i due contenitori mostravano deformazioni di media entità e rotture dell’invetriatura. Queste fessurazioni facevano sì che le soluzioni penetrassero all’interno della terracotta non permettendo una veloce evaporazione dell’acqua e creando efflorescenze saline che causavano rigonfiamenti dell’invetriatura soprastante. I rigonfiamenti in alcuni casi hanno portato alla fessurazione ulteriore dell’invetriatura. Si individuavano inoltre lacune di media entità e diffusione.

    Durante l’intervento il crogiolo a sinistra è stato svuotato della soluzione al suo interno e le sue fessurazioni sono state risarcite mediante stucco in resina pigmentato dello stesso colore della terracotta originale. Una volta livellato lo stucco, l’interno del crogiolo è stato interamente ricoperto da uno strato di resina poliestere pigmentata con ossidi neri. L’esterno è stato ugualmente rivestito da uno strato di resina poliestere ma trasparente. Il crogiolo destro non è stato stuccato ma solamente rivestito dalle due resine poliestere, quella pigmentata da ossidi neri per l’interno, quella trasparente per l’esterno.

  • 2013
      Mar 28

    2013 Mar 28 - Allestimento della collezione permanente

    Allestimento tematico della collezione permanente: Infinito, Velocità, Natura, Etica, Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, dal 28 marzo 2013, a cura di D. Eccher (Zorio espone nella sezione dedicata alla Natura)

    Torino, Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei. Foto Bruna Biamino

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